UNA PANCHINA PER ATTENDERE GESU’

Iniziative Invia commento »

Una panchina ci ha accompagnato in queste settimane di avvento, oggi c’è un presepe particolare, ci viene chiesto di sapere riconoscere il salvatore, il Dio con noi… Non è scontato, SIAMO IMMERSI NELLE TENEBRE… Il popolo che camminava nelle tenebre… Diamo un nome alle nostre tenebre, ciascuno ha le proprie: tanti fatti ascoltati in questi giorni, unico denominatore comune L’INTERESSE PERSONALE o di pochi…

L’EFFICENTISMO, pretendere sempre di più, se non riesci sei un peso, uno scarto…

L’INDIFFERENZA…

UNA MALATTIA che non migliora… In queste tenebre come risuonano le parole del salmo: oggi è nato per noi il salvatore? Attenzione a NON ABITUARCI alle tenebre…

Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce… Nelle tenebre anche una luce piccola è grande, rompe il buio, rompe i nostri schemi, chiusure, paure. A Betlemme, un villaggio insignificante, deposto in una mangiatoia, non una culla calda e accogliente. L’annuncio dato ai pastori, i lontani, lo scarto del tempo, i ladri, peggior persone… Ecco la luce del salvatore, una luce che rompe i nostri schemi, modo di pensare di incontrare Dio nella grandezza, agiatezza, nel sentici apposto, perfetti, puliti…

Questa luce ci dice lo stile di Dio per incontrarci: la semplicità, la quotidianità, la nostra carne umana. Una luce per lasciarci illuminare e scorgere il Dio con noi. Una luce in una culla, per dire l’accoglienza incondizionata della vita così come si da… Per dire la sacralità di ogni vita umana. La luce in una cassetta di attrezzi, il lavoro, la vita di un padre che nonostante le condizioni precarie di salute che l’hanno costretto a ridimensionare le relazioni con amici, lavora, famiglia continua a sperare, andare avanti nel silenzio della quotidianità… Una luce di speranza nella malattia da più di vent’anni trovata nella condivisone… Questa è la strada scelta da Dio, noi oggi lasciarci illuminare e riscaldare il cuore per riconoscere il verbo fatto carne venuto ad abitare in mezzo a noi.

Allora da questo natale, da questa luce del Dio con noi l’invito ad ACCENDERE UNA LUCE e APRIRE UNA PORTA. Se oggi ci lasciamo illuminare cosa significa accendere una luce nelle tenebre di ogni giorno… Messaggi di salvezza: Trovo Gesù quando: compio un gesto di perdono. Trovo Gesù quando: faccio un primo passo verso l’altro. Trovo Gesù quando: sono vicino a chi soffre. Trovo Gesù quando: ascolto senza giudicare. Trovo Gesù quando: accetto l’aiuto. Trovo Gesù quando: esprimo un sentimento buono. Un SORRISO di accoglienza…

ACCENDO e APRO…

BEATA COLEI CHE HA CREDUTO…

Iniziative Invia commento »

Oggi sulla panchina d’avvento si siede una coppia di fidanzati, segno chiaro di un legame forte, di un affetto…Tutti noi abbiamo dei luoghi che ci richiamano incontri, legami particolari, affetti forti. Affetto: fare qualcosa per… Una persona che vive un affetto fa qualcosa per e questo crea legame.

Il vangelo ci presenta l’incontro di due madri in una casa, luogo per eccellenza degli affetti, dei legami forti. Questo ci apre a cogliere la direzione verso la quale muoverci per vivere il Natale. Dio ci fa vista nella quotidianità della vita, nei luoghi carichi di affetti. Si rischia di volerlo incontrare in segni grandi, in esperienze forti, invece ci sentiamo dire: “E tu Betlemme (casa del pane) così piccola per essere fra i villaggi di Giuda, da te uscirà il dominatore.” Casa del pane, casa della quotidianità del lavoro, degli affetti, prepararci al Natale significa allora prenderci cura delle relazioni, degli affetti, oggi è più facile fermarsi ai numeri, alle prestazioni da compiere. Maria ed Elisabetta l’incontro di due donne che hanno riconosciuto di essere state visitate dalla gratuità di Dio.

Allora nel loro modo di fare possiamo cogliere come prepararci al Natale. Il primo passo ANDARE ed ENTRARE. Quando si è mossi dall’affetto si va, ci si mette in moto verso… E poi varcare la soglia, fare dei passi per andare incontro alle persone. Non restare al di fuori, estranei, o aspettare che qualcosa accada, ma avvicinarsi, bussare far sentire che ci sei, raccorciare le distanze .

SALUTARE: rivolgere il saluto significa mi accorgo di te, salutare porta almeno in germe una promessa di salute per le relazioni, di salvezza negli incontri, non ti faccio sentire solo.

BENEDIRE: nella visita di Maria Elisabetta riconoscere una visita di Dio, e benedice, dice bene di Maria perché riconosce in lei nel figlio che porta con sé la presenza di Dio. Impariamo a benedire, a salutare Dio nelle persone, a vederlo all’opera in esse, nei loro gesti di cura, attenzione. Se non impariamo a benedire, a dire bene, non saremo mai felici. Quante volte ci risulta più facile dire male?

Beata colei che ha CREDUTO all’adempimento di ciò che il Signore le ha detto. Beati noi, felici, se crediamo che il Natale di Gesù è prendersi cura delle relazioni, è vivere in verità gli affetti, è in questo riconoscere il Dio con noi.

CHE COSA DOBBIAMO FARE?

Iniziative Invia commento »

Oggi sulla panchina d’avvento è seduta una mamma in attesa. Di fronte alla novità della vita viene spontaneo chiedersi “Che cosa dobbiamo fare per accogliere nel più bel modo questa vita?” Il primo segno bello di questa risposta è il corpo stesso che si prepara si predispone…

E un fare che nasce da una buono notizia, da una novità. Oggi nel cammino di avvento la novità che ci aiuta a vivere l’accoglienza attraverso il fare concreto e il nome che Dio si da. Il suo nome è io-sono-te. Non temere Sion non lasciarti cadere le braccia il Signore tuo Dio è in mezzo a te. Quante volte ci verrebbe da lasciarci cadere le braccia, o lasciare che la paura paralizzi, rubi il meglio della vita… Io sono con te, vivere la gioia del Natale è sperimentare questo io sono con te.

Accogliere questo volto di Dio, questa novità, apre a questa domanda: che cosa dobbiamo fare? Non è una domanda scontata, tante volte siamo noi che chiediamo a Dio che faccia, che ci tolga i problemi, che ci cambi la vita. Oggi in forza di questa accoglienza da vivere chiediamoci cosa devo fare io, cosa posso fare per rendere presente, viva quella presenza di Dio.

Giovanni Battista da profeta indica tre direzioni: DARE: contro il pericolo dell’accumulo di denaro, beni, dare. Il Papa ci mette in guardia dal pensare “che la vita dipenda dal denaro e che di fronte ad esso tutto il resto diventa privo di valore e dignità”. Pensiamo questo dentro le relazioni le nostre scelte, ma anche su scalca mondiale, per denaro si sacrificano vite, dignità di persone. Giovanni suggerisce la via della solidarietà, non far finta di niente.

La via della GIUSTIZIA, contro la tentazione della corruzione che mira solo al proprio interesse o di pochi. Anche qui il Papa lo denuncia come un grave peccato che grida verso il cielo perché mina fina dalle fondamenta la vita personale e sociale e con la sua prepotenza e avidità distrugge i progetti dei deboli e schiaccia i poveri. Il Papa suggerisce prudenza, vigilanza, lealtà trasparenza unita al coraggio di denuncia. Promuovere un mondo più giusto significa onorare la sacralità di ogni esistenza umana, anche la più debole e ferita. In questa prospettiva siamo chiamati non solo a vivere un cammino di ridistribuzione dei beni e delle risorse, ma anche di vera e propria restituzione. Prestiamo attenzione a non confondere con carità ciò che spetta per giustizia. Pensiamo a quelle corruzioni che riguardano i beni, ma anche le relazioni, sempre per i proprio tornaconto.

La via della MITEZZA, cioè la rinuncia ad approfittare del potere. Sfruttare la propria posizione, il proprio ruolo ma anche un compito, servizio per esercitare un potere sugli altri, o sfruttare la propria posizione a proprio vantaggio. Tre strade che se le percorriamo portano a scelte precise riguardo ai beni, ai diritti degli altri, all’esercizio del potere. Rinviano al rispetto, alla giustizia, alla legalità, alla solidarietà, costruire una fraternità.

Accogliere il Dio con noi, l’Emmanuele, io sono con te, passa attraverso queste strade che ci aprono alla cura e attenzione concreta verso l’umanità. Questo è il Natale di Gesù, altri modi di viverlo non sono natale di Gesù. Ci chiedono di svegliarci dal sonno dell’indifferenza e far risuonare la domanda di fronte a chi incontriamo, alle situazioni: Cosa devo fare? Questo per vivere l’efficienza del Vangelo, cioè di Dio che si è fatto carne per dirci io sono con te.

PREPARATE I SUOI SENTIERI…

Iniziative Invia commento »

Sostare oggi sulla panchina dell’avvento con due sportivi…

La panchina richiama il luogo della preparazione alla partita, ma anche possiamo chiederci se noi volgiamo stare in panchina o se desideriamo giocare la partita? Non è bello stare in panchina, chi non gioca la partita non è la stessa cosa da chi ha giocato, allo stesso tempo la panchina serve per essere pronti. Nella squadra di Dio, che è la comunità cristiana, nessuno è in panchina. Siamo chiamati ad essere pronti per entrare in campo e giocarci la partita.

Quale partita? “Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio”. Giocare, rischiare per far sì che Dio possa farsi vicino all’umanità. Dio mi viene incontro. L’agire di Dio si fa presente ogni volta che mi appassiono dell’uomo, per la sua situazione che vive. La partita da giocare è far sì che la misericordia di Dio si manifesta nei nostri gesti concreti, di accoglienza, non giudizio, vicinanza vera, attenta, indignazione per le ingiustizie, per ogni gesto che calpesta la dignità dell’uomo. Chiediamoci se vogliamo stare in panchina o se vogliamo scendere in campo?

Scendere in campo significa rischiare in forza di una parola che ci viene donata, la parola di Dio venne su Giovanni… Essere attenti a una parola che ci viene donata e prenderla sul serio nelle risonanze del nostro cuore. Non far finta di niente di ciò che vibra dentro di noi e così farci voce di Dio…

Preparate, come possiamo preparare le vie del Signore, raddrizzare i suoi sentieri? Sono i SUOI sentieri. Significa che ci sono delle strade che Dio percorre per venirci incontro, un viaggio di Dio mai finito verso l’uomo.

RADDRIZZARE: una strada tortuosa, piena di curve è pesante. Raddrizzare per andare subito all’essenziale, a ciò che conta, che sa di sincero, sono così, sto vivendo questa situazione, ho bisogno. Facciamo a volte tanti giri di parole, di sguardi, di ragionamenti sofisticati per trovare giustificazioni, scuse e non ammettere la verità di ciò che viviamo o siamo. Ciò impedisce al Signore di farsi vicino.

RIEMPIRE: dove si è scavato un fossato per nascondersi per paura, per timore di essere giudicati, per isolarsi. Fossati dati dal dolore, dalla fatica di perdonare o lasciarsi perdonare, da sentimenti di rabbia o situazioni non chiarite… Siamo chiamati a riempire con sguardi, parole e gesti di vicinanza, di cura. Un cuore attento che sa riconoscere questi burroni e non prede paura ma pian piano inizia a colmare. Facendo così si prepara la strada affinché il Signore si faccia vicino.

ABBASSARE: sono quei monti dati dall’arroganza di chi vuole imporsi, dalla superbia, spirito di competitività, di dominare sugli altri… Si alzano muri, si mettono ostacoli a passi di riavvicinamento tra persone, si creano barriere che fanno morire…Lavorare per abbassare, per togliere tutto ciò che impedisce l’incontro, la condivisone che rigenera e da vita, il confronto che accresce…

Sostiamo nella panchina della preparazione, per scendere in campo e preparare quella strada che permette a Dio di venirci incontro nell’umanità rinnovata.

ALZATE IL CAPO LA VOSTRA SALVEZZA E’ VICINA…

Iniziative Invia commento »

In queste domeniche di avvento siamo invitati a sederci in una panchina. Invito chiaro, dentro un mondo che è sempre di corso e così anche noi, fermiamoci. Non per essere passivi, ma per ascoltare, vedere più in profondità, per non perdere l’opportunità di riconoscere il Signore vicino.

Un mondo di corsa: siamo dentro un meccanismo che si deve fare, essere efficienti… Ma anche dentro un turbino di pensieri, si vedono segni preoccupazioni, paure… Pensiamo che la presenza del Signore sia venuta meno, che il suo regno si sia allontanato, ci sono altri regni che emergono, i califfati, l’Isis, l’economia, il mercato, l’idolo del denaro, il profitto, la violenza…Rischiamo di trovarci con un cuore appesantito da paure e delusioni, oppure affanni perché si deve sempre rispondere sistemare tutto, oppure dissipato da tante cose, pensieri o piccole cose che ci fanno stare in superficie…

Allora fermiamoci per avere uno sguardo un ascolto più profondo della nostra vita e di ciò che ci circonda per imparare a vedere il Signore che viene e così sperimentare un’incontro che slava. Sediamoci, non con la testo in giù, ma per alzare il capo è sperimentare che la nostra liberazione è vicina.

Alzare la testa per guardare, come si fa in maniera naturale quando si sporge la testa per vedere se arriva il pullman… Seduti per rialzare la vita. Quando si cammina, specie in montagna si guarda attentamente dove mettere i piedi per non cadere, allo stesso modo è importante fermarsi per poter ammirare il panorama. Iniziamo l’avvento fermandoci per poter vedere il panorama della venuta del Signore che ci viene incontro. Sì in questa situazione Lui sta realizzando le sue promesse di bene. Quali sono le sue promesse di bene per me? Sono promesse di vita, ogni giorno in un mondo che muore c’è però un mondo che nasce… Facciamo i conti della fragilità, della nostra precarietà, limiti, bisogni… ma dentro tutto questo riconoscere i segni di vita.

Seduti ma con la testa alta per dire ATTENZIONE: per riconoscere dove siamo appesantiti nel cuore, dove ci stiamo disperdendo, dove siamo affannati.

ATTENZIONE che si fa ascolto per riconoscere dove siamo chiamati a conversione a partire da ciò che viviamo.

ATTENZIONE per riconoscere dove il Signore si fa già incontro attraverso gli incontri che rendono bella la nostra vita, ci aiutano a passare e uscire da momenti bui.

ATTENZIONE per imparare a fare delle scelte e vedere ciò che conta veramente e non perdere l’occasione di vivere in pienezza.

ATTENZIONE che si fa tempo di silenzio per imparare ad ascoltarmi in profondità e vivere ciò che sono.

ATTENZIONE che diventa preghiera: Signore fammi conoscere le tue vie, insegnami i tuoi sentieri… Preghiera per orientare la mia vita.

Prendiamoci un tempo per sederci nella panchina dell’attenzione per andare incontro al Signore che viene con rinnovata speranza.

Contatto / Aiuto. ©2019 da Staff. blog software / top 10 hosting.
Design & icons by N.Design Studio. Skin by Tender Feelings / Evo Factory.